Extrò 2/11 DueNovembre

Extrò 2/11 DueNovembre

Nei periodi complicati e faticosi sentiamo il desiderio di rifugiarci nel verde per ritrovare l’equilibrio e sentirci meglio. Leggevo su uno studio (delle università dell’Illinois ed Hong Kong) che non si tratta di una suggestione ma di un beneficio concreto che ha radici profonde nella nostra storia evolutiva. Il contatto con gli alberi infonde calma e serenità. Puntare sui profumi ispirati al bosco e al sottobosco è una strategia per sconfiggere il Winter Blues, disturbo dell’umore che durante la stagione fredda colpisce un ventesimo della popolazione mondiale. Secondo Linda Pilkington, naso e fondatrice della profumeria di nicchia Ormonde Jayne, le fragranze verdi hanno un potere di riconnessione con la natura e, in particolare, le note legate alla foresta, come muschio, resina e legno, ci inducono a riflettere su noi stessi, a ricollegarci con la nostra spiritualità e a liberarci mentalmente del superfluo. Secondo Umberto Borellini, chimico cosmetologo, tutto ciò non è romanticismo ma un puro fatto scientifico: Le note profumate del bosco raggiungono il sistema limbico del cervello, riequilibrando l’organismo e donando una sensazione intensamente spirituale. Sia la profumiera che il cosmetologo consigliano profumi legnosi, come cedro e cipresso, e sentori più scuri e terrosi quali muschio di quercia, vetiver di Giava, patchouli, cipriolo e bacche di ginepro, pino e spezie.
L’olio essenziale di Cipresso è distillato dai rametti e dai piccoli frutti. Con il suo profumo caldo, balsamico e resinoso ha sorprendenti proprietà. Da migliaia di anni gli alberi di cipresso sono piantati nei cimiteri, forse per ricordarci la vita eterna, e l’olio essenziale da essi ricavato veniva usato per dare conforto nel momento della morte, nello stesso modo di quello di Melissa.
La melissa è un’erbacea perenne le cui foglie sono simili a quelle della menta, ma emanano un delicato profumo dolce e intenso che ricorda il limone o il cedro. Viene considerata la “pianta delle donne” perché usata da secoli per alleviare i disturbi dovuti agli sbalzi ormonali, quindi sindrome premestruale e menopausa. A Ciniello, infatti, piace tantissimo.
Il rosmarino cresce ormai dappertutto. Ha un odore intenso di canfora e di incenso. Nell’antica Grecia, perciò, chi non poteva procurarsi l’incenso bruciava il rosmarino. E, in effetti, l’olio di rosmarino contiene la canfora, insieme ad altra roba dai nomi strani come borneolo, pinene, cineolo, saponine, colina. Tutta roba che fa bene alla pelle e non poco. Infatti, settecento anni fa la regina d’Ungheria, settantenne, anziana e ormai piena di acciacchi, si dice avesse ritrovato la salute e la bellezza, tanto da essere chiesta in sposa dal re di Polonia, grazie ad un’acqua cosmetica, che ancora oggi prende il suo nome, a base di rosmarino, lavanda e menta. Nel Medioevo il rosmarino veniva usato per scacciare spiriti maligni durante gli esorcismi e, per secoli, fu utilizzato come fumigante per disinfettare le stanze dei malati. Insomma, molto più a tema festa dei morti di quanto si creda. Indicato per gli amanti della memoria olfattiva. Per la sua azione rinforzante della memoria viene addirittura citato da Ofelia nell’Amleto: “Ecco laggiù il rosmarino, la pianta del ricordo.”
C’è un quarto olio essenziale la cui nota caratteristica resta celata dall’odore della melissa, ma che ha il pregio di esaltare il cipresso che resta il protagonista indiscusso.
L’uso del profumo solido è anche a tema defunti. Il suo primo utilizzo storicamente documentato è quello fatto dagli egizi per la mummificazione. Sarebbe adattissimo come dopobarba analcolico, se non fosse talmente carico di essenza da farvi puzzare come una mummia. Usatelo con parsimonia.
Notate che nel sapone e nel profumo non c’è fragranza né allergeni, solo olio essenziale. Quelli che amano i prodotti carichi di profumazione dovrebbero riflettere sul fatto che l’allergia non è una malattia che ce l’hai o no. Si tratta di un fenomeno di sensibilizzazione: più vi esponete a certe sostanze e più la pelle inizia a reagire male. Chi ha problemi di arrossamento dovrebbe privilegiare l’acquisto di prodotti che ne usano il meno possibile!
Il sapone è al momento il top della gamma Extrò.
Il burro di karitè è un toccasana per la pelle con le sue proprietà emollienti ed elasticizzanti. Essendo particolarmente corposo e grasso aumenta la protezione durante la rasatura. A contatto con l’acqua non schiuma ma diventa crema, ammorbidendo il pelo e facilitando lo scorrere della lama allo stesso tempo. Inoltre l’uso di un emulsionante naturale, col quale si combina, lo rende ancora più gelatinoso e scorrevole.
L’olio di neem viene usato nelle costose creme per il viso antiossidanti ed antietà per il suo elevato contenuto di vitamine ed acidi grassi essenziali. Indicato per il clima invernale per l’elevato potere idratante, che aiuta le pelli secche, è ulteriormente arricchito con l’antirughe coenzima Q10 e la tonificante proteina elastina.
Del dopobarba, per com’è il post, non ce ne sarebbe neanche bisogno. Ma se proprio non potete vivere senza il rimbalzo alcolico, consiglio di usare FràRinik e poi applicare il profumo sul collo. Precisamente sul muscolo sternocleidomastoideo, sotto l’angolo della mandibola.
Sull’etichetta è citato Il buono, il brutto, il cattivo di Leone ma, fossi in Ciniello, io avrei scelto un altro western: I cancelli del cielo di Cimino; nel 1980 doveva costare scarsi 8 milioni di dollari ma per realizzarlo ce ne vollero 44. Incassò solo 3 milioni facendo fallire la United Artists. Li mortacci! ⚰️

Il dopobarba 2/11 è fresco e legnoso allo stesso tempo, elegante e sofisticato ma adatto a tutte le occasioni, lavoro compreso. L’ottima persistenza lo rende corposo ma non pesante.
Il Cipresso con il suo profumo caldo, balsamico e resinoso. La melissa con un delicato profumo dolce e intenso che ricorda il limone o il cedro. Il rosmarino con un odore intenso di canfora e di incenso.