Pennelli Tricolore Extrò

Pennelli Tricolore Extrò

La prima apparizione documentata del tricolore è la coccarda indossata da alcuni manifestanti a Genova il 21 agosto 1789. Il trittico di Pennelli Tricolore Extrò è il tributo commemorativo col quale un patriota come Donato Ciniello ha voluto celebrare il 230° anniversario.
Partiamo dal manico, visto che è l’elemento condiviso dai tre pennelli: è una piacevole sorpresa per un pennello economico ed è realizzato in resina piena di pregevole fattura. Il pennello, essendo pieno, è relativamente pesante ma molto ben bilanciato. Come molti altri è composto da due settori: quello superiore di forma quasi cilindrica porta una corolla salvagoccia che frena la colata della schiuma sulle mani; quello inferiore di dimensioni maggiori è sagomato per consentire l’impugnatura. La forma concava per l’impugnatura è ergonomica, anche se si presta meglio per l’insaponatura di un’altra persona (“barber style”), mentre se siete abituati ad affondare le dita nelle setole potrebbe risultare un po’ scomodo. Il ciuffo segue bene i movimenti della mano senza spandere la schiuma dove non è necessario, anche se non so cosa si reputi “necessario” da chi nei video di rasatura si insapona bocca, naso e orecchie come se si dovesse sottoporre ad un intervento otorinolaringoiatrico.

Pennello tricolore misto Extró
Il primo pennello in misto setola/tasso che ho provato è stato il Grosvernor della Vulfix. Il manico era uguale al Simpsons Berkeley, forse così ho scoperto che i due marchi avevano lo stesso proprietario. Quel pennello era realizzato con la tecnica del “collaring”: intorno ad un 95% di ciuffo pure badger veniva aggiunta una corona esterna del 5% di setola di maiale, integrando le setole di maiale per dare rigidità ai peli di tasso per garantire una maggiore morbidezza. La mescola regala una capacità schiumogena di tutto rispetto perché il tasso garantisce un’adeguata ritenzione dell’acqua e il maiale una maggiore incisività sulla superficie del sapone. Quello che trovai sorprendente fu la qualità costruttiva di un pennello sicuramente economico ma anche di qualità ed elegante. Mi chiesi quale fosse lo scopo di produrre questo tipo di pennelli e la risposta che trovai fu di tipo squisitamente commerciale: realizzare un prodotto economico ma con materiali di qualità in grado di venire incontro alle necessità di “wet shaver” non particolarmente esigenti. Poi il “tonsore mediano” scopre che a ben vedere sono pennelli particolarmente ben fatti, con materiali di alto livello e pure efficaci, venduti ad un prezzo veramente conveniente in rapporto alla qualità, ed allora diventano oggetti ricercati. Infatti, scoprii che mentre in Italia non se li filava nessuno, gli americani gli avevano dato anche un nomignolo affettuoso, “bodger”, che è la crasi di boar e badger. Con meraviglia, lessi che Michael Ham (Leisureguy) inseriva nella dotazione di base per principianti, a dimostrazione che questa tipologia di pennelli era comunque apprezzata e consigliata, a pagina 10 di 180 della sua Guida, un pennello italiano, definito “a terrific little brush”, l’Omega 11047, che comprai, credo nel 2012. L’Omega era veramente minuscolo, 73mm in totale contro i 102mm del Grosvernor che è già piccolo. Poi ne trovai un terzo, il Frank Shaving Warwick, non un pennellino da 19mm come i primi due, ma un 24mm realizzato mescolando un 50% di setola ad un 50% di tasso finest. La mia esperienza si concluse lì, fino a quando ne feci realizzare un quarto, al 50% in tasso nero e al 50% in setola sbiancata, di 26mm in diametro e 54mm d’altezza che ha spopolato.
Perciò la valutazione complessiva del pennello Tricolore Extrò in misto setola/tasso non può che essere positiva; è un pennello economico che offre ottime sensazioni ed in grado di comportarsi bene sia con creme che con paste che con saponi duri, con una leggera preferenza per quest’ultimi. Rispetto alla setola? Probabilmente dal punto di vista della pura e semplice efficacia non ci sono grosse differenze; anche la sola setola, come è ben noto, dà grandi soddisfazioni, ma questo pennello riesce a trasmette una sensazione di eleganza che unita alla grande efficacia ne fanno un prodotto veramente particolare. Se avete provato solo pennelli in setola, visto il costo pari alla metà del misto Semogue, potete anche provarlo e capire di cosa parlo. Sicuramente di primo acchito non può essere definito morbido, ma con un adeguato rodaggio e l’uso continuo anche questo pennello produce un massaggio piacevole per quanto sicuramente deciso e leggermente “pungente”; in effetti una caratteristica molto apprezzata è proprio la sua capacità di esfoliare la pelle con il suo massaggio. Potrà anche incidere la maggiore esperienza che ho accumulato nell’usare i pennelli, ma il tricolore Extrò mi sembra qualitativamente meglio degli altri pennelli misti che ho usato in passato. Anche rispetto al primo misto metallico Extrò, questo ciuffo è decisamente meglio!

I pennelli in sintetico che ho provato sono elencati in un articolo dove si esaminano le fibre sintetiche come alternative ai peli naturali.

Pennello tricolore medium soft sintetico Extró
Il sintetico Soft Extrò somiglia al Mühle e, per chi ha esperienza coi pennelli in tasso, è quello da comprare se vi piace il silvertip. La densità del ciuffo non è eccessiva e l’equilibrio fra backbone e splay è ottimale, in modo da avere un flowthrough veramente notevole. Cioè il pennello cede quasi tutto il sapone che caricate, la differenza col silvertip in questo senso è a favore del sintetico, mentre rispetto alla setola la differenza in sapone risparmiato è sensazionale.

Pennello tricolore medium hard sintetico Extró
Il sintetico Hard somiglia allo Spiffo Ubersoft, è indicato per chi ama il tasso finest, o 2-band o Manchurian o come volete chiamarlo, insomma, quello che una volta era lo scarto del silvertip e che adesso viene venduto ad un prezzo maggiore. Ha più backbone e meno splay rispetto al gemello Soft Extrò, perciò ha un minore flowthrough. Però, il fatto che le fibre siano più rigide ma con le punte più morbide, vi regalerà un effetto massaggiante veramente piacevole.

Ho presentato i tre pennelli insieme perché sono fra di loro complementari per caratteristiche. Il loro costo complessivo è inferiore ad un tasso silvertip delle stesse dimensioni e con lo stesso manico; in questi casi il confronto si pone spontaneamente anche se resta improprio. Infatti, pelo naturale e fibra sintetica restano due mondi distinti, anche se tutti i sintetici vengono progettati e descritti in termini di comparazione con le fibre naturali; paragoni più o meno riusciti, ma bisogna riconoscere gli immensi passi avanti fatti dai sintetici in pochi anni. Gli svantaggi tecnici, ancora presenti, del sintetico rispetto al naturale sono decisamente inferiori ai vantaggi pratici. Sicuramente per chi muove i primi passi nel mondo della rasatura è preferibile il sintetico; ho visto tanti casi di “saponi che non montano” ma che cambiando pennello (o mano che lo usa) schiumavano in abbondanza.

Armando Ilič Misasi