Extrò 17° Stormo

Extrò 17° Stormo

Il sapone Extrò 17° Stormo ha la stessa formulazione di Isola. La base coi burri di cacao e karité e l’olio di calendula, è arricchita con aloe, Q10 ed elastina.
A rendere ulteriormente efficace questo sapone c’è l’aggiunta di quello che dovrebbe essere l’ingrediente principe della saponificazione, l’olio d’oliva.
Fra tutti gli olii che si possono usare per fare un sapone quello d’oliva è uno dei più ricchi di acido oleico (circa il 62%) che è il più abbondante tra gli acidi grassi monoinsaturi a lunga catena presenti nel nostro corpo, con grandi proprietà nutrienti ed emollienti per la pelle.
Oltre all’acido oleico, l’olio d’oliva contiene circa il 15% di acido linoleico, il 15% di acido palmitico e il 2% di acido stearico.
La composizione chimica, la facile reperibilità, la conservabilità a temperatura ambiente e il relativamente basso costo, ne fanno da secoli l’ingrediente per i saponi più tradizionali, come quelli di Marsiglia e di Aleppo. Nei saponi da barba artigianali è poco usato forse per un pregiudizio diffuso fra utilizzatori di mano libera per che hanno paura gli rovini le lame. Ma qui la storia da raccontare sarebbe troppo lunga.
L’olio d’oliva contiene inoltre una frazione insaponificabile che va dall’1 al 2 % e che fornisce a questo olio una significativa concentrazione di ingredienti attivi antiossidanti tra cui: composti fenolici, clorofilla, Vitamina E, fitosteroli (con azione riparatoria e antinfiammatoria) e squalene, uno dei principali componenti della superficie della pelle umana (oltre che del fegato dello squalo).
Può essere applicato puro o miscelato con altri olii e olii essenziali: ad esempio, con qualche goccia di olio essenziale di lavanda si rafforza l’azione riparatrice della cute.
Trattandosi di un olio particolarmente grasso, per evitare che dopo l’applicazione la pelle rimanga unta, è consigliabile mescolarlo non con nutrienti come l’aloe ma con un olio più penetrante, come quello di Macadamia o con la cera di Jojoba. Perciò usando la base di Del Don, invece di quella di Isola, avrebbe ulteriormente migliorato il prodotto.
Gli aromi forti, le note persistenti e fumose fanno della profumazione un vero e proprio trip olfattivo. Se si dovesse scegliere un aggettivo per definire Extrò 17° Stormo, di certo si direbbe stupefacente!
La famiglia olfattiva è legnosa aromatica. Infatti, la fragranza parte con una nota speziata pungente più nel sapone che nel dopobarba. Anche questa differenza si sarebbe attenutata usando la cera di jojoba come nutriente del sapone. E spiego perché. Il fatto che il sapone abbia qualche nota diversa rispetto al dopobarba capita spesso con i prodotti artigianali. Il profumo, infatti, è composto da quattro ingredienti principali: olii essenziali, olio di base, etanolo e acqua; gli olii essenziali sono quelli che danno la piramide olfattiva e vengono aggiunti all’olio di base (o vettore) che si mescola con alcol e acqua. Se state cercando di riprodurre l’aroma di cannabis, l’olio di base più indicato per far risaltare terpeni e cannabinoidi è quello di mandorla o proprio la cera di jojoba.
In realtà Extrò 17° Stormo ha un’eco più che una nota di cannabis. L’olio essenziale di cannabis, infatti, ha un odore muschiato pungente, mentre la nota di testa qui è più speziata che muschiata. Il muschio viene fuori sul fondo quando la nota pungente è stata coperta dall’odore di incenso. L’apertura di cannabis vira velocemente verso una nota di legno cui si aggiungono caffè, ambra, e oud. Poi esplode l’incenso.
Non è provocatorio e ribelle come Black Afgano di Nasomatto che l’ha ispirato, ma punta decisamente verso un alone conturbante, mistico, quasi trascendentale. Il sapone lo potete abbinare tranquillamente col dopobarba Espezial o Fràrinik per intenderci. Insomma, state tranquilli ché indossandolo non puzzerete come se vi foste fumati una pigna. Sarete dominati dall’incenso, con le sue note scure e pericolose. Un profumo non da fattone ma da chierichetto che si lascia andare agli abissi di pensiero, alle idee più recondite, più oscure; e che dopo essersi confessato ricade in tentazione. Perché una cosa è certa: se la profumazione ti piace, l’alta concentrazione di aromi ti affascinerà a tal punto da non volerne più fare a meno, creandoti dipendenza!

Armando Ilič Misasi, 18 marzo 2020